Azioni Amazon: news, previsioni e quotazioni

Il debutto delle azioni Amazon nel Nasdaq è avvenuto alla fine degli anni 90, nel 1997, quando il prezzo di collocamento fu pari a soli 18 dollari a titolo. Nell’arco di un ventennio il presso è cresciuto in modo esponenziale, spingendo Bezos in alto nelle classifiche degli uomini più ricchi al mondo.

Oggi il prezzo per azione ha superato i 1600 euro (25 settembre 2018), quindi si tratta di un tipo di strumento che richiede l’impiego di capitali ingenti, a meno che si voglia scegliere l’investimento in strumenti derivati, limitando così l’esborso iniziale. Sicuramente non rientra tra quelle azioni che possono essere prese in considerazione su semplice suggerimento di altri risparmiatori nei forum.

Come già detto per valutarne l’andamento e quindi l’eventuale convenienza dell’investimento bisogna riferirsi al Nasdaq (nel sector Global Equity Market), mentre i codici da cercare sono AMZN e quello Isin pari a US0231351067.

Storia e approdo in borsa

Bezos nel suo progetto iniziale voleva puntare sull’e-commerce per vendere libri in tutto il mondo. Nel 1994 mette in moto questo sogno, si licenzia dalla D.E. Shaw di New York, dove ricopriva la carica di vice presidente e si trasferisce a Bellevue, nello stato di Washington. Nel garage organizza la sede operativa e inizia a muovere i primi passi come ‘semplice’ e-commerce. Inizialmente il nome scelto fu Cadabra, che durò ben poco perché Bezos lo ribattezzò subito Amazon.

La visione lungimirante dell’allora giovane imprenditore statunitense coinvolse quasi subito gli investitori e la crescita degli affari, con l’inserimento di nuovi prodotti, portò alla quotazione in borsa nel giro di circa 3 anni. L’inizio del nuovo millennio fu complicato e Amazon nel 2000 rischiò il fallimento, scongiurato anche grazie al licenziamento di circa 1000 dipendenti. Bezos nonostante tutto decise di continuare con il piano scelto e proseguì con gli investimenti, premiati, ad oggi, dall’innegabile successo di quella che è la più grande società di commercio elettronico al mondo.

Storico andamento

Guardando il passaggio dai 18 dollari, del debutto nel Nasdaq, ai circa 1650 dollari di oggi (25 settembre 2018), è chiaro anche il successo delle azioni Amazon. Alla stessa data la capitalizzazione dell’azienda è di 791666.24 milioni di dollari e parliamo di un momento in cui, come si vede dal grafico, il titolo ha subito addirittura un salto all’indietro (il 4 settembre aveva raggiunto il punto di massimo assoluto con un prezzo di 1772 dollari ad azione).

(Fonte: Borsa Italiana – Data: 25 settembre 2018)

Ma attenzione: secondo gli analisti ciò non significa che il titolo è in crisi o l’azienda rischia una fase di recessione. Guardando il grafico infatti notiamo che le azioni Amazon vantano una crescita quasi costante, intervallata da fasi di recesso, che sono quindi da considerarsi soprattutto come delle fisiologiche correzioni. Inoltre è da gennaio 2018 che il titolo ha superato la soglia dei 1000 dollari ad azione, rimanendo quasi costantemente al di sopra di questa soglia. Di contro se consideriamo i valori raggiunti nel quinquennio, vediamo che a lungo il titolo ha oscillato al di sotto dei 500 dollari ad azione.

(Fonte: Yahoo Finanza – Data: 25 settembre 2018)

La coincidenza con il periodo della crisi economica prima e della ripresa in vaste aree del mondo poi, possono giustificare questi trend, visto l’approccio ormai globale che uno dei principali e-commerce al mondo come Amazon ha adottato. Ed infatti ci sono pochi concorrenti nello stesso comparto, tra i quali possiamo contare Alibaba che però vede il suo successo, per l’oltre 80% legato all’economia cinese (quindi maggiormente esposto a crisi economiche di tipo domestico).

Trend

Iniziamo sottolineando come il Nasdaq Composite, il principale indice del Nasdaq, sia fortemente condizionato dal trend dei 4 titoli principali, tra i quali ci sono anche le azioni Amazon. Si tratta del gruppo di società che formano la sigla FANG ovvero Facebook, Amazon, Netflix e Google. In particolare i massimi dell’indice coincidono con i rally messi a segno da questi titoli. Una situazione che potrebbe riproporsi con l’attuazione della nuova legge fiscale Usa che prevede lo sgravio fiscale per le società che investono nel software. Questi 4 colossi sono ovviamente in cima alla lista delle società che possono ottenere i massimi vantaggi.

Tuttavia, è notizia recente, che questi titoli non sono tra quelli che a Wall Street hanno pagato le cedole e i dividendi con più costanza. La società Lawrence C. Strauss ha infatti fatto la lista dei titoli tecnologici che pagano dividendi con maggiore costanza o da più tempo e che sono: IBM, Apple, Microsoft, Oracle, Cisco Systems, Intel. Queste società offrono un range di dividend yield che è compreso tra l’1,3% e l’1,5%. Come è evidente si tratta comunque di importi non particolarmente appetibili, mentre le aziende del ‘fang’ hanno avuto una crescita del valore delle azioni che ha portato agli investitori a ottenere risultati con cifre ben più interessanti.

Come investire?

Quando parliamo delle Azioni Amazon, sicuramente interessanti, bisogna considerare anche due fattori di rischio e cioè:

  • dividendi non particolarmente appetibili, il che può creare problemi di fronte a un titolo che è cresciuto tanto, e che potrebbe essere vicino alla soglia di maturità;
  • la lunga corsa con un trend in crescita esponenziale (il 57% in più solo nel 2017).

Inoltre il prezzo è molto elevato e quindi i piccoli risparmiatori non hanno la possibilità di avvicinarsi a questo titolo. Se si vuole ugualmente provare senza investire cifre molto elevate, rimane allora la possibilità del trading indiretto. Anziché acquistare i titoli direttamente si fa trading sui derivati, come nel caso dei Cfd che sono proposti da vari broker, praticamente tutti quelli che operano con regolare autorizzazione (ad esempio Plus500, Avatrade, eToro, ecc).

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