Azioni Terna SPA: cosa conviene fare in Borsa?

Le azioni Terna negli ultimi mesi hanno fatto registrare dei risultati interessanti e una performance che ha suscitato opinioni in media positive da parte degli esperti. La loro quotazione avviene nel segmento della borsa Italiana Mta tra i servizi pubblici. Come titolo partecipa alla determinazione dei principali indici borsistici italiani: FTSE All-Share Capped, FTSE Italia All-Share, FTSE MIB, FTSE Italia Servizi Pubblici, FTSE Italia Servizi Pubblici. Il codice Isin di quotazione è IT0003242622, e quello alfanumerico è TRN.

Ancor più precisamente le azioni Terna fanno parte del gruppo di società a maggiore capitalizzazione della borsa italiana, ovvero le cosiddette blue chip.

Storia dell’azienda

La nascita della società Terna spa risale al 1999 per ottemperare alle disposizioni europee in materia di liberalizzazione. Ricordiamo infatti che in Italia la gestione delle reti elettriche è stata in mano a varie società private proprio fino al 1962, per poi passare al monopolio Enel con gestione diretta da parte dello stato che prosegue come detto fino al 1999.

In quest’anno viene infatti approvato il decreto Bersani attraverso cui si decide, tra le altre cose, di separare la proprietà della Rete di Trasmissione Nazionale di alta tensione trasferita appunto a Terna (Trasmissione Elettrica Rete Nazionale) di cui Enel rimane esclusivo proprietario fino alla sbarco nel mercato azionario. Il passaggio alla quotazione in Borsa, risalente al 2004, porta infatti alla vendita del 50% sul mercato borsistico a privati, mentre l’altro 50% rimane in mano a Enel che mantiene così una posizione di controllo.

Una condizione che perdura fino all’anno seguente in cui l’ex Ente nazionale per l’energia elettrica procederà ad una progressiva dismissione della propria quota. Inizia qualche anno dopo una fase di acquisizioni e investimenti che portano l’azienda a conquistare il primo posto in Europa come proprietario indipendente di rete elettrica di alta tensione (il settimo al mondo) acquisendo nel 2009 18.600 km di linee di Alta Tensione da Enel, con una proprietà nazionale pari quasi al 99% del totale. Dalla sua istituzione ad oggi Terna ha sempre mantenuto la proprietà della rete elettrica in Italia, per l’alta tensione, compresa la parte derivante dalle energie rinnovabili.

Secondo quanto presente sul sito ufficiale Terna al 25 febbraio 2019 il principale azionista è oggi rappresentato dalla CDP Reti SPA con quasi il 30%. Il 51% circa è invece in mano ad investitori istituzionali tra cui la Lazard Asset Management LLC e il 18,9% agli investitori retail.

Andamento del titolo

(Fonte: Sito ufficiale Borsaitaliana it – Data: 25 febbraio 2019)

L’appartenenza al comparto dei servizi pubblici, non garantisce al titolo una solida stabilità. Anzi, la volatilità delle azioni Terna è uno degli aspetti a cui fare particolare attenzione. Come possiamo vedere dal grafico, negli ultimi 5 anni il titolo ha alternato fasi molto positive a fasi molto negative, che solo in parte possono essere giustificate da momentanei periodi di aggiustamento. Ciò che manca è la caratteristica di una crescita costante.

Detto questo a inizio anno il titolo è ripartito sui consensi già ottenuti a fine anno 2018, con una crescita del 6,4%. Non solo se ci si riferisce ai valori minimi dello scorso anno, che risalgono al 15 ottobre 2018, l’aumento del valore delle azioni terna sono intorno a un +21% circa. In generale la performance a 1 anno è di poco inferiore al 17%.

Il piano approvato per il quinquennio 2018/2022 prevede un totale di investimenti di 5,3 miliardi di euro ed anche per questo a fine gennaio 2019 è stato toccato il massimo storico del titolo (a 5,426 euro ad azione), il che ha portato vari analisti e banche di affari a rivedere le proprie previsioni e target price associato al titolo.

Previsioni

Tra gli aspetti che piacciono sulle azioni Terna c’è l’elevato dividendo che viene di norma staccato, e il fatto che il battere le attese è diventata quasi una costante. Ciò che lascia invece perplessi è la situazione finanziaria della società, non proprio brillante, in parte compensata dal piano di investimenti previsto. In particolare troviamo il consenso di Bloomberg, che ha portato il target price da 5 euro a 5,4 euro anche se sono ben 23 gli analisti che consigliano di mantenere il titolo in portafoglio (la raccomandazione è su hold).

Tra questi ricordiamo ad esempio la Kepler Cheuvreux che ha ritoccato verso l’alto le proprie valutazioni, portando il target price da 4,9 euro a 5 euro ad azione e l’esperto di Santander che consiglia il BUY. In controtendenza invece la posizione di Citigroup che con il suo analista Antonella Bianchessi ha suggerito di vendere.

Riportiamo per completezza anche la posizione delle tre note agenzie di rating Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch comunicate ad ottobre del 2018 e riportate sul sito ufficiale di Terna:

Agenzia di rating Outlook Rating a medio e lungo termine
Fitch Stabile BBB+
Moody’s Stabile Baa2
Standard & Poor’s Negativo BBB+

Data rilevazione: 25 Febbraio – Fonte: sito ufficiale Terna

Dividendo

Ricordiamo in conclusione dell’articolo che l’ultimo dividendo staccato è stato di 0,224 euro per azione (con uno yield 4,20%) ma le attese sono ancora più ottimistiche per l’anno in corso. Il piano strategico approvato fino al 2022 prevede un aumento atteso del dividendo del 6%.

(Fonte: Sito ufficiale Terna – Data: 25 febbraio 2019)

Per quanto riguarda lo storico dei dividendi staccati possiamo notare che dal 2004 ad oggi ogni anno c’è stata una distribuzione degli utili, e dal 2010 in poi si è rimasti sempre al di sopra dei 0,2 euro ad azione. L’approvazione è verso la penultima settimana di marzo, quindi lo stacco e pagamento avviene nei primi giorni di giugno o fine maggio per il saldo, con l’acconto che viene pagato a novembre nel caso dello stacco a giugno e a ottobre se avviene a maggio.

Approfondimento: Tassazione investimenti Forex.

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