Azioni Poste Italiane: conviene investire?

Le azioni Poste Italiane sono dei titoli abbastanza diffusi tra i piccoli risparmiatori, essendo caratterizzati da una volatilità contenuta, come si può riscontrare analizzando un qualsiasi grafico in tempo reale scegliendo come timeframe l’intraday.

(Fonte: sito teleborsa – Data: 22-10-2018)

Detto questo, anche per un prezzo ad azione che non è elevatissimo, spesso vengono acquistate affidandosi ai consigli di altri utenti nei forum e non avvalendosi di consulenti. Una situazione comunque rischiosa e complessa ad esempio nella scelta seguente di quando vendere (prima della fine dell’anno, a ridosso del pagamento dei dividendi, ecc).

Si tratta di un titolo che è quotato nel segmento MTA e nel Super sector delle assicurazioni, con codice Isin IT0003796171 (il codice alfanumerico è PST). Partecipa inoltre ai seguenti indici: FTSE All-Share Capped, FTSE Italia All-Share, FTSE MIB, FTSE Italia Finanza, FTSE Italia Assicurazioni.

Storia azienda

Poste Italiane spa è una società nata nel 1862 gestendo in monopolio le comunicazioni postali e telegrafiche in Italia. Tuttavia nel 1998 ha cessato di essere un’azienda di proprietà interamente dello Stato, portando alla ripartizione dei principali azionisti che sussiste ancora oggi:

(Fonte: sito ufficiale Poste Italiane – Data: 22 ottobre 2018)

Quindi la parte maggiore di azioni è rappresentata dal flottante quotato in borsa di Milano pari a 35,74%, poi segue la Cassa depositi e Prestiti che detiene il 35% e la quota restante del 29,26% che è invece detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Negli ultimi anni le scelte strategiche tra cessioni ed acquisizioni hanno coinvolto principalmente la Anima Holding con l’acquisto in primis del 10,3% della Spa Milanese da parte di Poste Italiane il 15 aprile 2015. Poco meno di tre anni dopo c’è stata la definizione della partnership con Anima Holding nel settore del risparmio gestito, e parziale scissione di BancoPosta Fondi SGR in favore di Anima SGR.

Tra le altre news sono da ricordare anche l’aumento di partecipazione in Sia e SDS, e soprattutto la cessione del 100% di Banca del Mezzogiorno/Medio Credito Centrale in favore di Invitalia avvenuta il 7 agosto 2017. L’inizio della quotazione delle azioni di Poste Italiane risale al 27 ottobre 2015, con un capitale sociale sottoscritto e versato fissato a 1.306.110.000,00 suddiviso in 1.306.110.000 azioni ordinarie, che è rimasto immutato fino ad oggi.

Andamento del titolo

Le azioni Poste Italiane hanno avuto un trend altalenante nel corso del 2018, che comunque ha permesso al momento di avere su base annua una performance positiva con una crescita del 2,34%. I mesi più difficili sono stati gli ultimi sei con una performance negativa di 18,61% e solo nell’ultimo mese un -9,14% (al 22 ottobre 2018).

(Fonte: Teleborsa – Data: 22 ottobre 2018)

Un’inversione del trend abbastanza repentina visto che fin da gennaio 2018 il titolo aveva iniziato una fase rialzista netta che ha avuto in Maggio il periodo più favorevole. Da metà settembre invece è iniziata una fase ribassista con pochissime inversioni che ha spinto alcune banche d’ affari a modificare le proprie posizioni sul titolo, portando a un approccio ribassista.

Previsioni

Tra le più recenti indicazioni troviamo quella di Discovery Capital Management che l’11 ottobre 2018 ha aumentato le posizioni ribassiste su Poste Italiane. Sicuramente quando lo spread è sotto pressione la posizione di Poste Italiane si fa ancor più complicata, soprattutto per il rischio di dover mettere mano ai propri fondi per ricapitalizzare Poste Vita e così rimandare il piano di investimenti già approvato (che sarebbe rivolto a SIA).

Una situazione che però non preoccupa tutti gli analisti, come emerge dalla posizione di Fidentiis, che ritiene il coefficiente di solvibilità di Poste Vita sufficiente a far fronte a una situazione di emergenza. Per chiarezza riportiamo alcuni sentiment di alcune delle principali banche d’affari:

Banca d’affari Sentiment Target Price
Equita Sim Buy 9,30 euro
Banca Akros Accumulate 8,30 euro
Citigroup Neutral N.D.
Banca IMI Add 9,00 euro

(Fonte: sito Advfn.com – Data: 22 ottobre 2018)

Come detto anche quasi tutte le agenzie di rating hanno messo mano, nel corso dell’anno, al proprio giudizio sulle azioni Poste Italiane, tranne Standard & Poor’s che dal 2017 non è ancora intervenuta (al momento rimane rating BBB e outlook stabile). Per Moody’s e Fitch invece abbiamo:

  • Moody’s: Baa2 (possibile downgrade) e quindi sotto revisione l’outlook;
  • Fitch: outlook negativo sia per Poste Italiane che per Poste Vita. Al momento il rating è BBB per entrambe.

(Fonte: sito ufficiale Poste Italiane – Data: 22 ottobre 2018)

Dividendi

(Fonte: sito ufficiale Poste Italiane – Data: 22 ottobre 2018)

Dal debutto in borsa al dividendo del 2017 vediamo che la tendenza è stata quella di distribuire un importo vicino ai 40 centesimi, tranne il 2012 e il 2014, anni peggiori nei quali si è rimasti a 19 centesimi ad azione. Quanto appena descritto può rendere quindi il titolo interessante per quanti cercano un tipo di azione che offra anche la partecipazione all’utile con distribuzione dei dividendi.

Di contro le previsioni non particolarmente ottimistiche degli esperti dovrebbero far valutare con attenzione in che percentuale far entrare le azioni di Poste Italiane nel proprio portafoglio. Può rappresentare infine uno spunto di interesse il fatto che gli assicurativi non sono tra i titoli che peccano di maggiore volatilità.

L’investimento nelle azioni di Poste Italiane può avvenire anche in modo indiretto usando i derivati sul titolo, come i Cfd proposti da vari brokers: tra quelli autorizzati troviamo ad esempio eToro, Ig com, Plus500 e Merkets.com. Ovviamente la scelta del broker dipende da vari fattori come budget per il trading e le strategie da attuare.

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